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[…] E’ comprensibile che le nostre emozioni ci siano ostili, abbiamo sperimentato umori e sentimenti dolorosi in passato. Reagiamo alla nostra infelicità come se fosse una minaccia e così facendo inneschiamo nel cervello il sistema di evitamento. Non soltanto soffochiamo i comportamenti legati all’avvicinamento, come la curiosità, l’impegno e la benevolenza, ma la mente è indotta a evitare i propri stessi prodotti, isolandoli, sopprimendoli, rendendosi insensibile o fingendo che non ci siano, anche quando ci sono. Il risultato è che non soltanto ci separiamo dai sentimenti e dalle sensazioni fisiche sgradevoli o negative, ma forse sospendiamo anche la nostra capacità di sentire qualsiasi cosa, positiva o negativa che sia. Ostacoliamo noi stessi nel trattare efficacemente con l’infelicità e rafforziamo il senso di essere in qualche modo distaccati dalla piena esperienza della vita, pur non sapendo esattamente perché.
Questo tentativo di evitare le nostre emozioni, i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre sensazioni fisiche si definisce evitamento esperienziale. Com’è facilmente prevedibile, può diventare un’abitudine. Ma fingere che un sentimento non ci sia è come sentire uno strano rumore provenire dal motore dell’auto mentre guidiamo in autostrada e affrontare la cosa alzando il volume della radio. Funziona bene per coprire il motore, ma non è particolarmente efficace nell’evitare che il motore grippi 10 km più in là.
A lungo andare, l’evitamento esperienziale non funziona come modo per affrontare i sentimenti indesiderati e sgradevoli. Anche se magari non ne siamo consapevoli, i sentimenti sgradevoli sono ancora con noi e continuano ad innescare reazioni abituali disfunzionali che portano ad una sofferenza persistente. A meno che non siamo consapevoli di essi, i sentimenti sgradevoli influenzeranno direttamente ed indirettamente i nostri atteggiamenti e giudizi, in modi che non fanno altro che perpetuare la nostra infelicità. A meno che non ne siamo consapevoli, è qui il problema. […]
J. Kabat-Zinn, Mindfullness